foto a cura di @gaiadiloreto

Lo Sticker Mule Festival ha tutte le caratteristiche per essere un festival che ci piace: un evento nuovo, da una terra da cui proprio non te lo aspetti, situato in quel di Pineto (TE), terra degli Abruzzi, con artisti internazionali di ampia risonanza, open air, che dura ben tre giorni (24-25-26 Agosto) ed accessibile a tutti (il costo del ticket giornaliero è di 15 euro, di 25 euro l’abbonamento per i tre giorni).

Arrivati in loco, subito a colpire è la location: un camping, posto tra le verdi colline da un lato e il mare dall’altro. L’accoglienza è delle migliori: poca fila e gadgets in omaggio (magliette e – ovviamente – stickers!). Una volta entrati, illuminato dalle luci del tramonto, ci ritroviamo in un grande spazio verde, dove è stato collocato il palco, due aree relax, tre bar (con prezzi veramente concorrenziali, 5€ birra grande e 7,5€ un cocktail, diventati 5 l’ultimo giorno!), un food track con prodotti tipici del luogo (primi fra tutti gli arrosticini) e uno spazio dedicato alla vendita dei vinili (powered by therealvynilpusher).

E ora dedichiamo qualche riga ai veri protagonisti di questi tre giorni, raccontandovi un po’ come si sono evoluti i set, le nostre sensazioni e ciò che – sulla base dei nostri gusti – ci è piaciuto di più.

Day 1 – 24 Agosto

h 18-20: Tiger&Woods

Questo duo di certo non necessita di presentazioni. Si sono esibiti con un set houseggiante con synt dalle tonalità allegre, ma con bassi profondi dando luogo ad esibizione molto colorata.

I passaggi a volte risultavano leggermente imprecisi, ma venivano ripresi in maniera magistrale prima di ogni attacco. Quindi, ad esclusione di qualche maniaco del beatmatching il set risultava perfetto. Il mood era in sintonia con il sole che tramontava tra le colline.

Commento tecnico dell’esperta Cate: “Carino”.

h 20-23: Mr Scruff

Sicuramente il dj set più difficile da valutare, potremmo dire che Mr Scruff ha diviso il tempo a sua disposizione in 3 blocchi. La prima ora (caratterizzata da un attacco con volumi inspiegabilmente più bassi di T&W) dedicata alla nu disco, direi una “vera-presa-a-bene”. La seconda ora, caratterizzata da un suono con un kick più presente e con sonorità tendenti al tech-house. Perfetta l’evoluzione del set, almeno fino alla terza ora, per la quale la scelta stilistica ci è risultata poco comprensibile: Mr Scruff si è tuffato in un minestrone in chiave revival, abbastanza fuori contesto. Tecnicamente perfetto, ha dimostrato un’abilità fuori dal comune nel mixare una pluralità di generi molto variegata, nonché nel destreggiarsi con la figlia, in vena di giocare con lui sul palco per tutta la terza ora!

Commento tecnico dell’esperta Cate: “Papà super”.

h 23-02: Carl Craig

Con il materializzarsi di Carl sul palco, tutta la pista si è riempita. Eccezion fatta per il primo passaggio – che ci ha costretti a qualche secondo di silenzio, non abbiamo capito se per errore dell’artista o per problemi tecnici. È uno di quei set per cui i commenti tecnici risulterebbero inutili – anche perché troppo presi a ballare, il che è senz’altro un buon segno! Esperienza del tutto positiva, che da sé più che ripaga l’ingresso.

Commento tecnico dell’esperta Cate: “Wow”.

Day 2 – 25 Agosto

h 18:30-20:30: Sadar Bahar

Fino ad ora il primo ed unico ad esibirsi in vinile, ha suonato una soulful house molto old school e carica di vocal, che trasmetteva allegria ed energia. Passaggi sempre perfetti, cosa non semplice con tracce caratterizzate da una forte presenza del cantato. Set strutturato bene, divertente e coloratissimo, che si incastonava benissimo tra la luce del sole al tramonto, le colline ed il mare.

Commento tecnico dell’esperta Cate: “Gioia”.

h 20:30-22: Moscoman

Le origini arabeggianti dell’artista sono state facilmente riscontrabili nella prima parte del set. Il richiamo in chiave house ai versi dei beduini nel deserto e alle voci di donne orientali, trascinavano subito in una danza, che portava nelle terre natie dell’artista. Nella seconda parte del set si è come “andati sulle montagne russe” (cosa comune anche a chi suonato dopo di lui in questa seconda giornata). La naturale progressione fino ad una techno lenta è stata interrotta da un alternarsi di techno e deep house lenta e oscura, di cui a volte non riuscivamo a cogliere a pieno la connessione tra una traccia e l’altra. Il set è risultato comunque apprezzabile nel suo complesso.

Commento tecnico dell’esperta Cate: “Accozzaglia”.

h 22-23:30: Lovefingers

Di Lovefingers abbiamo apprezzato molto il modo in cui ha ripreso la palla in mano da Moscoman ed intrecciato un dj set che si percepiva come la prosecuzione naturale di quello precedente. Le sonorità rientravano nella sfera di una techno-melodica con sprazzi acidi sparsi qua e là. Sul finale il set ha invece preso una chiave funky.

Commento tecnico dell’esperta Cate: “Simpatico”

h 23:30-2: Prins Thomas

L’ultimo artista della giornata ha iniziato con una traccia house carica di vocal e sensazioni soul (quasi a riprendere il primo artista che abbiamo sentito, Sadar Bahar), per poi crescere abbastanza rapidamente – ma senza strappi – e concludere anche lui con una techno abbastanza “carica”. Il background eterogeneo dell’artista era facilmente leggibile dalla selezione delle tracce, che erano varie sia per mood, che per generi musicali di riferimento.

Commento tecnico dell’esperta Cate: “Diesel”.

Day 3 – 27 Agosto

h 17:30-20: Jolly Mare

L’uomo che volevamo sentire con più curiosità di tutti. Curiosità tradotta poi in piacere. Non gli piacerà l’etichetta di italo-disco per il suo set, ma gran parte era strutturato su suoi remix di tracce italiane con un beat di nu-disco (Andamento lento, ad esempio è impossibile da non canticchiare). Comunque, ci è piaciuto tantissimo – divertente ed atipico – sia per l’utilizzo del microfono effettato – con cui invitava anche la pista a ballare, nonché per lo scratch (su cdj), che hanno dato colore al set.

Commento tecnico dell’esperta Cate: “è sposato?”

h 20-00: Kerri Chandler

Si presenta con mezz’ora di ritardo, ma essendo stato chiamato con poco anticipo– a salvataggio (ottimo direi) della situazione per le defezioni di Glenn Underground e Boo Williams – per un set di 4 ore, tutto ti viene perdonato. Per una volta le aspettative erano divergenti con l’espertissima Cate riguardo a Kerri, delusa dall’ultima volta che lo aveva ascoltato dal vivo. Tuttavia, di tanto in tanto anche gli esperti possono sbagliare. E come credevo: Kerri “ha spaccato!”. Ha suonato con tutta l’attrezzatura possibile (cdj, dischi, Macbook) e ci siamo divertiti tanto, ma tanto. Sinceramente ci sta poco da aggiungere su un artista che sta sul pezzo da decenni e su cui tutto è stato detto.

Commento tecnico dell’esperta Cate: “è migliorato!”

h 00-02: Radioslave

Radioslave è accolto dalla pista piena e dall’atmosfera riscaldata da Kerri. Cosa si può chiedere di più? Ovviamente, la salita in consolle di un artista così non può che migliorare il tutto. Il set – che non stupisce in termini di innovatività – ha avuto tonalità tendenzialmente cupe.

La pista ha ballato ininterrottamente fino a chiusura e sotto le luci dei fuochi d’artificio che annunciavano la fine del festival il coro era unanime: “ultimo, ultimo!”

Commento tecnico dell’esperta Cate: “divertente”

Purtroppo, nonostante il coro alle 2 del 27 agosto volgeva al termine la prima edizione dello Stickermule festival.

In the end?

Dopo ben 24 ore di ballo in tre giorni si può solo dire che complessivamente lo Stickermule festival, è stato un evento degno di nota, che ci auguriamo possa ospitarci nella sua seconda edizione.

Sicuramente, i complimenti vanno agli organizzatori, non è mancato davvero nulla: lo spazio era ben organizzato e gli artisti scelti con cura ed attenzione. Forse si è avvertita un po’ d’immaturità da parte del territorio nell’accogliere un festival di questo tipo, sin dalle prime ore del pomeriggio, facendo sì che l’atmosfera si scaldasse e la pista si riempisse solo a partire dalla seconda metà della time table (ma su questo siamo fiduciosi per le prossime edizioni).

Apprezzatissimo l’ultimo giorno, per gli artisti che si sono esibiti, per i fuochi, per l’affluenza (nonché per il prezzo dei drinks!!!). La seconda giornata – tra le tre – forse è stata quella che, per meri gusti personali, ci ha lasciati più perplessi.

Mi sentirei di dire che questi sono gli esempi di festival che fanno bene al contesto italiano, di certo non per i mega numeri o per i nomi da cartellone EDM, anzi. Ad oggi evidentemente, i mega numeri il territorio ancora non riesce a supportarli. Tuttavia, sono proprio “esperimenti” come lo Stickermule, che – all’insegna della ricercatezza, del senso dell’arte e di un maggiore occhio critico – ci avvicinano ad una scena musicale di maggiore qualità, certamente meno diffusa al grande pubblico, ma estremamente apprezzabile. È proprio evitando i MEGA nomi, che spesso sono solo pezzi dell’ingranaggio della macchina del marketing, e che probabilmente avrebbero – forse a parità di costi per l’organizzazione – richiamato un’affluenza di massa, che un evento come questo si riesce ad avvicinare a quel mondo, che ha tantissimo da offrire e che vive proprio lì, poco sotto la superficie del mainstream, più diffuso e, mi pare il caso si possa dire, superficiale. Il primo passo è stato fatto, adesso spero si continui sulla strada “giusta”, all’insegna della buona musica e scegliendo artisti, non sulla base del nome, ma della pura qualità.

Cate & Charlie

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