Bruxelles: Club Guide (ITA)

Bruxelles, e il Belgio, sono da scoprire anche per il clubbing. Tutti i club del mondo possono essere più o meno belli, ma è la gente che li popola, che riempie le piste, chi ti sta a fianco e balla con te che li rende speciali.

Visitare una città è una cosa, viverci tutta un’altra storia. È vero per ogni posto, ma per Bruxelles credo valga ancora di più. Se verrete da turisti probabilmente vi fermerete ai quattro angoli del centro storico attorno alla Grand Place. Se avrete la fortuna di viverci invece scoprirete angoli nascosti che la rendono unica. Discorso simile per chi si voglia avventurare nel clubbing brussellese. Non è esattamente una città famosa per essere la capitale della musica elettronica, ma la scena è viva e offre opportunità di altissima qualità.
Non sono io a dover svelare la magia di un posto come il Fuse. Aperto nel 1994, prese il nome da uno dei tanti pseudonimi di Richie Hawtin, e da allora macina eventi senza sosta. Il sabato è la serata del Fuse, salvo eccezioni. Controllate l’agenda su RA perché questo club varrebbe la pena del viaggio di sola andata e ritorno. Il locale è molto strano, interni da rifare perché piuttosto vecchi, ma l’atmosfera è elettrizzante. Due sale, ottimo impianto audio e nella main le luci fanno la loro figura. Ad aprile, nel mese caldo, c’è il compleanno del Fuse per cui organizzano sempre serate di alto livello. Tenete d’occhio anche il suo Festival, Fuse on the Beach, sulle coste del Mare del Nord.
Esistono poi molti altri locali, meno famosi, ma altrettanto interessanti. Il mio amore incondizionato va al Wood di Bois de la Cambre, un locale molto piccolo inserito in uno dei parchi più grandi della città. Frequentato da veri amanti della musica, non si va per il posto, ma per la varietà e la qualità delle serate che questo locale propone. Nota di merito per il piccolo festival fatto in casa, organizzato a giugno/luglio. Location splendida in mezzo agli alberi con palco esterno e sala interna. Serate dal mercoledì alla domenica, con pubblico che può variare molto. Da provare.
Sia per il Fuse che per il Wood, gran parte dell’esperienza positiva è dovuta all’atmosfera, seppur con differenti date e diverse dimensioni dei due club. Si può trovare quella positività, quel clima di condivisione, tipico di molti paesi del nord Europa, passando una serata con Like Minded People e tornando a casa sempre col sorriso.
Se vi capita di essere in zona Fuse, ma chissà per quali motivi volete cambiare, allora potrete dirigervi al Bazaar. In questo caso ho trovato un clima un po’ meno rilassato, con sicurezza e staff poco cordiali, che sembrano preoccuparsi delle scarpe che porti e di come sei vestito. Passato il primo step, tuttavia, il locale è piuttosto piccolo ma carino. In alcune serate vengono aperte due sale, una sotterranea stile cripta, e l’altra molto ampia al piano terra. Molto dipende dall’agenda del locale.
Cambiando genere, un bel locale dove andare a bere qualcosa, e magari finire la notte ballando a ritmo di buona musica, è il Bonnefooi. Aperto tutte le sere, diversi generi, con un’agenda molto intensa. Recentemente la programmazione ha fatto un salto in avanti nella qualità della proposta. La pecca potrebbe essere che si tratta di un locale molto piccolo e che, essendo in centro, si riempie all’inverosimile. Il target è molto più rilassato, ma piacevole anche solo come pre-serata.
Non posso dimenticare il club Le Mirano, dove ho passato alcune serate degne di nota. Grande location, infatti era un cinema ed ha mantenuto la struttura platea/galleria, con un grande spazio aperto al piano terra. Il lato negativo è allo stesso tempo quello positivo, perché la programmazione spazia molto da house, tech house fino ad hip hop e R’n’B.
Evitare qualsiasi altra cosa proposta in centro, trappole per turisti con musica commerciale, come Le You, il Madame Mustache, e il City Club. Menzione negativa particolare per lo Spirito Martini: persone che lo frequentano e programmazione ne fanno una sorta di finto Billionaire (senza nemmeno la Costa Smeralda a fare da sfondo).
Sapendo dove andare, anche Bruxelles offre moltissimo. Eventi, serate, piccoli festival organizzati dai locali autonomamente. Una città che, chiusa tra le grandi capitali, ha saputo ritagliarsi un ruolo nella scena elettronica europea. Bruxelles è una buona rappresentazione del Belgio, stretto tra Germania, Olanda e Francia, ma comunque in grado donare spunti di altissima qualità.
Bruxelles, e il Belgio, sono da scoprire, anche per il clubbing. Tutti i club del mondo possono essere più o meno belli, ma è la gente che li popola, che riempie le piste, chi ti sta a fianco e balla con te che li rende speciali. In questo, e soprattutto nei posti giusti, capisci che l’amore tra Belgio e musica elettronica non è una moda di oggi, ma un qualcosa che viene da lontano e che le nuove generazioni hanno saputo accogliere con rispetto. Fate un salto a ballare Bruxelles, potreste tornarci.